Libertà, salvo il Vero!


Le argomentazioni sopra esposte sarebbero argomento del tutto sterile se non trovassero una qualche utilità nel fare musica!
Ogni partitura nasconde solo una verità: quello che è scritto. Pare una grossa ovvietà, ma il segno scritto su una partitura proprio perchè per definizione non è sufficiente a dare tutte le informazioni necessarie a che quella musica venga eseguita, merita non solo il massimo del rispetto ma la fedeltà più categorica. Quello che è scritto è certo!
Davanti al segno poi tante sono le scelte che chi fa musica è chiamato a intraprendere, e fortunatamente nessuna è unica e nessuna può assurgere a verità, ma ciascuna dovrà essere tanto ponderata da essere la verità solo per chi la suona e solo per il momento e il luogo in cui la sta eseguendo!
Se il segno scritto è l’unica verità che ci si pone di fronte, e le scelte che si è chiamati a fare devono maturare da un approccio culturale e musicale approfondito, ciononostante è bene non perdere mai di vista che la Musica è quell’arte che esiste esclusivamente nel momento in cui viene eseguita, anche solo nella mente di chi sta leggendo una partitura, o ancora meglio nella specificità acustica di una sala. Pertanto se essenziale sono il rispetto per la partitura e una certa coerenza interpretativa, non da meno sarà la libertà di poter essere se stessi al momento dell’esecuzione, dove per libertà intendo la possibilità di vivere intellettualmente, fisicamente ed emotivamente la musica per quello che siamo e non per quello che vorremmo essere nè per quello che gli altri vorrebbero che fossimo!

A proposito del rapporto spazio-temporale della Musica, fu illuminante anni fa l’intervista rilasciata da un celebre direttore d’orchestra britannico, se non erro Sir Simon Rattle, che, intervistato sul suo rapporto con la musica contemporanea subito dopo l’esecuzione di una partitura beethoveniana, rispose al proprio interlocutore che la musica più contemporanea era Beethoven per l’appunto.
E’ evidente la provocazione della sua affermazione, ma manifesta un concetto molto profondo e necessario a un interprete musicale: la realtà spazio temporale di una composizione è quella in cui la musica esiste. Contemporanea è la musica che viene eseguita ora, perchè vivente è chi la esegue in questo momento e con lui vive quella musica.