Alla ricerca delle note perdute


Di fronte alla storiografia, e in particolare quella musicale, talora mi sovviene la teoria sul metodo scientifico e l’applicazione dello stesso metodo alla scienza storiografica di Karl Popper: se una teoria non è falsificabile (questionabile) è falsa.
Forse si tratta di un mio tarlo, di una mia fissazione o forse anche di un mio limite cognitivo, o più semplicemente non ritengo intellettualmente soddisfacente che davanti a una mancata certezza si debba per forza trovare una risposta e che quella risposta debba essere univocamente accettata condivisa come unica, per la scomodità di verificare ipotesi diverse. Volgendo questa mia ostinatezza alla storiografia musicale, mi sono ritrovato tanto innamorato del cosiddetto Grande Repertorio quanto incuriosito dai meandri dei tanti dettagli storici, dalle connessioni e possibili influenze inesplorate o sottovalutate, così da cominciare a ricercare quei compositori e/o quelle opere, meno frequentate dalle programmazioni artistiche, che hanno contribuito all’esistenza in parte o in molto delle opere e dei compositori più noti.

Ammetto che la ricerca di repertorio “alternativo” sia sempre più appassionante. Se la meraviglia davanti alla prima “scoperta” casuale, lo Stabat Mater di Haydn, fu entusiasmante, altrettanto totalizzante fu l’incontro con il mondo di Boccherini: compositore talora sottovalutato, ma che, per arditezze armonico – compositive, per espressività e stile segna le pagine Classiche italiane più riconosciute perfino dalla Vienna imperiale di fine Settecento. Non a caso la reciproca amicizia e il conseguente carteggio testimoniano come Boccherini e Haydn spesso si scambiassero e si prestassero materiale! Peraltro se è ben nota buona parte della sua produzione strumentale, meno conosciute sono le sue partiture vocali: il preziosismo vocale di alcune sue arie da concerto prelude sensibilmente all’epoca a lui successiva. Così l’esecuzione della prima versione dello Stabat di Boccherini con Barbara Frittoli e della sua sinfonia da cui avrebbe attinto successivamente per la seconda stesura dello stesso titolo, mi sono valsi la prima pubblicazione da parte di Sony nel 2009.